Sono passati quasi cento anni da quando l'archeologo Paolo Orsi stabilì definitivamente che Rosarno sorge su ció che resta dell'Antica Medma. Da allora i rosarnesi hanno avuto ben poco modo di godere di qualche beneficio derivante da questa gloriosa eredità. Anzi l'archeologia per buona parte di cittadini era associata al "fastidio" di non poter edificare la propria casa in un terreno sottoposto a vincolo oppure all'obbligo di dover assoldare un archeologo di professione durante tali lavori. Dal 6 aprile la parola "Archeologico" potrebbe suonare in maniera diversa alle orecchie dei discendenti dei medmei, Potrebbe fare rima con "sviluppo" oppure con "orgoglio" o ancora meglio con "cultura" dato che in tale data si inaugurerà, presso il costituendo Parco Archeologico, il Museo di Medma.
Un atto dovuto alla popolazione, un primo passo di un riscatto culturale che potrebbe andare di pari passo con un inizio di sviluppo turistico che, se ben sfruttato, puó portare un briciolo di benessere nella città medmea. Sta a noi cittadini utilizzare al meglio l'opportunità che ci sta venendo offerta, offrendo un'immagine di Rosarno più veritiera e più "normale" di quanto viene fuori dalle cronache locali e nazionali. È l'occasione che noi rosarnesi abbiamo per riscattarci accogliendo i futuri visitatori del Museo come se li accogliessimo a Casa nostra, nel nostro salotto buono, con garbo e gentilezza e lasciando in loro un ottimo ricordo di noi che li spinga a tornare magari. Non facciamoci sfuggire quest'occasione.
