lunedì 27 gennaio 2014

Del perchè non vado a manifestare.

Giorni di confusione nella Piana.
Scuole, movimenti, cittadini attivi, partiti politici (pochi), sindacati (pochissimi), sindaci, gente comune, tutti contrari al trasbordo delle armi chimiche siriane da effettuarsi sulle banchine del porto di Gioia Tauro tra breve tempo. Un'operazione meritoria, un contributo alla pace in Siria, un passo avanti dopo l'immobilismo internazionale degli ultimi mesi, una cosa di cui essere orgogliosi, dice qualcuno, qualcun altro invece brinda allo scampato pericolo.
La decisione è governativa, è partita dall'alto, dal livello ministeriale e deriva da accordi sovranazionali di cui l'Italia si è resa partecipe e non sono state (ufficialmente) coinvolte le istituzioni locali.
Dunque la situazione è questa: l'Italia si è resa disponibile a contribuire allo smaltimento di tonnellate di armi chimiche mettendo a disposizione un porto attrezzato per il trasbordo "da nave a nave" (?) del letale carico, contributo che altre nazioni mediterranee come Grecia e Spagna non avevano voluto dare perchè, è presto detto, a prescindere dalla reale pericolosità dell'operazione, si sapeva che le popolazioni che vivono nelle vicinanze di tale porto non avrebbero accettato con facilità la presenza di una nave carica di armi pericolosissime a poche centinaia di metri dalle loro abitazioni.
Ecco perchè si è tenuta segreta il più possibile la destinazione della nave olandese, si cercava una soluzione al problema non da poco dell'opposizione dell'opinione pubblica al trasbordo, già immaginando i consueti titoloni dei giornali: "XXX pattumiera d'Italia", "XXX destinazione delle armi chimiche", "XXX, niente lavoro ma operazioni pericolose", sostituendo con XXX il nome di un porto, una città o una  regione a scelta.
La scelta era influenzata da alcuni fattori, attrezzature portuali, vicinanza di una base militare e controllo dell'opposizione delle popolazioni, scelta che indicava chiaramente e opportunamente uno dei porti in Sardegna di cui si vociferava all'inizio, La Maddalena probabilmente, un porto militare attrezzato e posto in un'isola, la Sardegna appunto, in cui sarebbe stato difficile far confluire manifestanti da piu' parti d'Italia.
Non avevano fatto i conti pero' col Presidente della Regione Sardegna che, informato preventivamente, si opponeva con foga , ben consapevole dell'impopolarità di una tale decisione presso i suoi  elettori.
A questo punto scatta il suggerimento degli alleati americani (fonte wikileaks), "ma c'è il porto di Gioia Tauro! Politici facilmente ricattabili! Nessuna rappresentanza vera nazionale! Popolazioni dormienti e assuefatte ad essere dominate! E poi in Calabria figurati se ci va qualun'altro a manifestare! Mica è la Val di Susa!".
Dunque il Presidente Scopelliti, preventivamente  informato, dà il suo assenso mettendo le cose in chiaro, "diciamo che io non ne so nulla però".
Affare fatto!! I calabresi al momento del voto hanno altro a cui pensare, hanno bisogni da soddisfare, necessità urgenti in una regione che ha trasformato i diritti in favori.
I sindacati? Basta dargli il classico contentino, qualche nominativo da selezionare, qualche ditta a cui dare uno dei lavoretti dell'indotto, la promessa della Zona Franca, niente di nuovo.
Naturalmente è una ricostruzione di fantasia quella sopra, lungi da me voler pensare uno scenario simile, ecco però, dopo questa lunga prefazione, il motivo perchè non andrò a manifestare:
NON è COMPITO MIO.
Siamo in una democrazia RAPPRESENTATIVA, ovvero io scelgo alcune persone per portare avanti i miei interessi, le mie istanze, i miei bisogni.
Non dovrei avere la necessità di esplicitare le mie convinzioni scendendo in strada, occupando ferrovie e porti, tirando uova a  chi si meriterebbe ben altro.
IO VOTO per essere difeso dai miei rappresentanti, dai miei parlamentari, dai miei presidenti di regione e provincia, dal mio sindaco.
NON VOGLIO andare e Roma davanti al Parlamento perchè non c'è altro modo di portare la mia voce ai nostri governanti (anche perchè se vedessero un altro rosarnese lì ad aspettare qualche politico.....e la chiudo qui).
NON VOGLIO dovermi confrontare direttamente con ministri e autorità per sostenere le mie convinzioni; c'è gente che è pagata fino a 18.000 euro al mese per farlo e non lo fa.
Dunque non andrò a manifestare ma mi ricorderò di tutti i nomi di chi doveva difendermi e non l'ha fatto, di chi ha CALPESTATO la volontà popolare e di chi continua a prendere in giro i cittadini, di chi sfrutta l'occasione per apparire e fare campagna elettorale (è già successo per l'inceneritore, qualcuno prima di essere sindaco voleva chiuderlo, dopo voleva l'utilizzo prioritario per il suo comune), come alcune sigle di partiti e partitini dalla credibilità pari a zero in cerca miseramente di visibilità e di voti.
SE PROPRIO DOVESSI MANIFESTARE andrei davanti casa dei vari Scopelliti, Lupi, Bonino, Bindi, Scilipoti e di tutti quelli che fanno finta di non vedere e gli chiederei conto del loro operare.
Ma non lo farò, semplicemente mi ricorderò di loro al momento del voto e lo farò presente a tutti quelli che conosco attraverso tutti gli strumenti a mia disposizione, ovvero le chiacchiere, Facebook e questo blog.



sabato 18 gennaio 2014

Calati juncu ca passa la chjna

Ecco a cosa serve un Governo di larghe intese, a coprire tutte le porcherie e far passare sotto silenzio qualunque abuso. Da ministri indecorosi a scelte autoritarie. E nessun parlamentare eletto in calabria che si faccia sentire. Calati juncu ca passa la chjna, la memoria degli elettori è cortissima tanto.


NIMBY

È vero, è solo NIMBY, diciamolo pure. Per chi non lo sapesse vuol dire Not In My BackYard ovvero "non nel mio cortile". Cioè siam tutti d'accordo che è una cosa bella e giusta distruggere queste armi ma "non vicino a me, fatelo da un'altra parte". È qui che si vede il peso politico di un territorio e dei suoi rappresentanti di riferimento. Ogni politico cerca di scontentare il meno possibile il suo elettorato e dunque cerca di evitare motivi di scontento popolare, per esempio spostando altrove la destinazione delle navi con le armi. E alla fine si capisce quanto pesa un territorio, una regione, i suoi abitanti, i suoi onorevoli. La bilancia da noi dice che contiamo meno dei siciliani di Augusta, dei sardi di Cagliari e La Maddalena, dei pugliesi di Brindisi. Nemmeno un porto del nord è stato nominato, eppure per l'affare milionario della Concordia sembrava quasi che gli unici porti di eccellenza fossero sopra di Civitavecchia. La Calabria poi è Sud del Sud, nessuno interessato ad opporsi, solo voci fintamente sorprese. Dice Lupi che dovremmo essere orgogliosi di essere stati scelti per questa importante operazione, ma non vedo nessun altro che avrebbe voluto questo vanto. Anzi il presidente della regione Sardegna ha festeggiato il "Pericolo scampato".

giovedì 16 gennaio 2014

La Piana senza voce.

Premetto che Non credo ci siano chissà quali pericoli, però c'è da fare una considerazione. Quando si devono prendere decisioni impopolari e non facilmente digeribili la Piana è considerata terra di nessuno, un luogo dove si può fare ciò che dalle altre parti non vogliono. Rigassificatore, pirolisi, inceneritore sono tutti frutto di scelte fatte altrove e per esclusione. A mio modo di vedere, il trasbordo delle armi da distruggere da effettuare al porto non è nulla di chè dal punto di vista tecnico, vengono quotidianamente trattate sostanze pericolose nella massima sicurezza. Detto questo non capisco perché quando ci sono questioni delicate in ballo ci viene sempre imposto il volere degli altri. I nostri politici "ufficialmente" non sanno nulla o sono contrari a parole. Se davvero fossero contrari avrebbero tutti gli strumenti per far sentire la loro voce, tra cui le dimissioni. Ma sappiamo che la politica è un gioco da bambini per tanti di essi, impegnati a prendere in giro le popolazioni fino alla prossima elezione. Sia dx che sx naturalmente.Gli altri porti e le altre città non le volevano, i nostri rappresentanti invece sono molto attaccati alla poltroncina alla camera o al senato e non si fanno scrupoli di soprassedere al loro ruolo di portavoce dei loro territori.
È mai possibile che non c'è nessuno che prenda le parti dei cittadini della Piana?

 

E intanto spunta Veolia
Interessantissimo: i wikileaks spiegano perché è stata scelta Gioia Tauro
Una pagina già Letta: la CGIL favorevole..
Invece di dire NO Scopelliti chiede garanzie facendo l'occhiolino. Un colpo al cerchio e uno alla botte.
La Sardegna esulta.
Lupi: Coinvolgere i Sindaci; adesso? a cose già fatte? quando tutto è già stato deciso?
Col culo degli altri. Polemiche in rete "...Avessero mai speso, questi amministratori locali, qualche parola sdegnata contro i rifiuti tossici interrati dalla ‘ndrangheta..."
La Sindaco di Rosarno esclusa, a quanto pare dall'incontro con Letta. "Divide et impera" dicevano i Romani. "Non fa parte del CdA del Porto".
Ecco i motivi per cui è stato scelto  Gioia Tauro Gradiremmo ora conoscere le motivazioni dell'esclusione dei Porti di: Cagliari, Augusta, La Maddalena, Brindisi.
Maledetto Orgoglio !
 Il Manifesto  dice.
Ci vorranno pochi giorni ? Qua dicono tutt'altro.
 Aggiornamento: La  Zona Franca di Gioia Tauro, merce di scambio per gli smemorati della Piana, ma questo documento del 7 agosto 2003 ne contemplava la sua istituzione già dieci anni fà. Ecco come trasformare un "DIRITTO ACQUISITO" in una "CONCESSIONE PER SCAMBIO"