lunedì 1 dicembre 2014

Passata la festa... gabbatu lu santu?

Leggo stasera questa notizia e non mi meraviglio per niente: Una società di proprietà della Regione Calabria, oberata di debiti, che fornisce un servizio discutibile, con tratte ferroviarie abbandonate già da alcuni anni che, improvvisamente e inspiegabilmente, qualche mese prima delle elezioni regionali, si sveglia dal torpore organizzativo che l'ha sempre contraddistinta e si lancia in una serie di costose operazioni di rilancio che riguardano la tratta ferroviaria a scartamento ridotto Gioia Tauro-Palmi (quella che era stata chiusa per mancanza dei requisiti minimi di sicurezza).
Tutto un fiorire di articoli di giornale che mostrano rendering di cantieri che sbocciano da un giorno all'altro, stazioni ferroviarie rinnovate, progetti di sviluppo fantasmagorici con previsioni di migliaia di utenti al giorno per le Ferrovie della Calabria.
E interviste al suo Presidente.
Che è di Gioia Tauro.
E che si è candidato in una lista alle recentissime elezioni regionali.

Cantieri nati morti? Lavori inutili? Rappresentazioni teatrali ad uso delle popolazioni della Piana?
Un "Facite ammuina" per le occasioni importanti?
Coincidenze.
Intanto il Presidente ha raggranellato 5000 voti, non sono bastati, ma che prezzo hanno avuto per la collettività?

sabato 5 luglio 2014

Tutti a Raccolta!


Inizierà a luglio il servizio di raccolta differenziata porta a porta nel comune di Rosarno.
La Camassambiente è l’azienda pugliese vincitrice del bando di gara che ha coinvolto, in associazione, i comuni di Rosarno, San Giorgio Morgeto e Cinquefrondi in un progetto condiviso del quale inizialmente faceva parte anche il comune di San Ferdinando, ritiratosi però poco prima di iniziare l’affidamento.
Il progetto prevede un servizio porta a porta effettuato per mezzo di kit di mastelli per raccolta della plastica, carta, metalli, vetro, rifiuto umido e indifferenziato consegnati alle famiglie rosarnesi da volontari di alcune associazioni locali, i quali hanno anche distribuito il materiale informativo e spiegato a chi ne avesse bisogno le modalità di conferimento.
Alle famiglie che ne fanno richiesta viene anche distribuita una “compostiera” per la produzione di concime organico dagli scarti alimentari.
Oltre al porta a porta, sono stati predisposte delle postazioni stradali in cui trovare le campane per il vetro, i contenitori per i vestiti usati e quelli specifici per l’olio usato e inoltre, a breve dovrebbe essere pronta l’Isola Ecologica dove poter conferire al di fuori dei giorni di raccolta.
Verranno completamente aboliti i cassonetti stradali, invece.
Non è una novità per i rosarnesi; già nel 2008 Rosarno è stato uno dei primi comuni ad avviare un serio programma di raccolta differenziata utilizzando i fondi europei e il servizio è andato avanti per alcuni anni, fino a che la società incaricata, cioè Piana Ambiente, non è stata travolta dalla crisi, causando perciò l’interruzione dell’esperienza.
I presupposti ci sono tutti perché questa volta tutto vada per il meglio. I volontari incaricati della distribuzione hanno riferito di una popolazione entusiasta e in attesa, che capisce che questo, forse, è l’unico modo per uscire dalla crisi dei rifiuti che attanaglia la Calabria, sa anche che maggiore è la quantità di rifiuto che viene riutilizzata e minore è la quantità che viene bruciata nell’inceneritore a due passi da Rosarno, con chiari benefici per i nostri polmoni.
credits: M. Verzì
 

Nè con Israele nè con la Palestina

La pace deve essere voluta da tutte le parti per poter essere realizzata.
Cosa ci si aspetta da due popoli che si odiano? Badate bene, ho scritto popoli, e non governi. Perché ci sono persone educate all'odio e che vivono in un clima di odio l'uno verso l'altro. Come la mafia, dalle nostre parti, che prospera solo perché tante, troppe, persone hanno creato nel tempo un substrato culturale che la fa accettare anche a chi ha solo da perderci. Nessuno ha ragione, hanno tutti torto in Israele/Palestina. E chi prende le parti di una popolazione o dell'altra non fa che aumentare ancora di più la razione giornaliera di odio necessaria perché non cambi mai nulla in quelle terre. E' una faida ormai e nelle faide non c'è mai chi è dalla parte del giusto. Ci vuole una rivoluzione sì, ma culturale, non due popoli in due stati (che finirebbero per farsi la guerra "ufficiale" finalmente) ma un popolo unico in uno stato moderno e aconfessionale. Dopo tutti gli anni di apartheid chi avrebbe creduto che il Sudafrica in pochi decenni potesse diventare quello che è? Solo Mandela, forse. E io non vedo Mandela o Ghandi né in Israele né in Palestina. Questo è il problema.

lunedì 31 marzo 2014

Inaugurazione del Museo Archeologico di Medma

Sono passati quasi cento anni da quando l'archeologo Paolo Orsi stabilì definitivamente che Rosarno sorge su ció che resta dell'Antica Medma. Da allora i rosarnesi hanno avuto ben poco modo di godere di qualche beneficio derivante da questa gloriosa eredità. Anzi l'archeologia per buona parte di cittadini era associata al "fastidio" di non poter edificare la propria casa in un terreno sottoposto a vincolo oppure all'obbligo di dover assoldare un archeologo di professione durante tali lavori. Dal 6 aprile la parola "Archeologico" potrebbe suonare in maniera diversa alle orecchie dei discendenti dei medmei, Potrebbe fare rima con "sviluppo" oppure con "orgoglio" o ancora meglio con "cultura" dato che in tale data si inaugurerà, presso il costituendo Parco Archeologico, il Museo di Medma.
Un atto dovuto alla popolazione, un primo passo di un riscatto culturale che potrebbe andare di pari passo con un inizio di sviluppo turistico che, se ben sfruttato, puó portare un briciolo di benessere nella città medmea. Sta a noi cittadini utilizzare al meglio l'opportunità che ci sta venendo offerta, offrendo un'immagine di Rosarno più veritiera e più "normale" di quanto viene fuori dalle cronache locali e nazionali. È l'occasione che noi rosarnesi abbiamo per riscattarci accogliendo i futuri visitatori del Museo come se li accogliessimo a Casa nostra, nel nostro salotto buono, con garbo e gentilezza e lasciando in loro un ottimo ricordo di noi che li spinga a tornare magari. Non facciamoci sfuggire quest'occasione.

mercoledì 19 febbraio 2014

Le Primarie al tempo delle armi chimiche.

Dopo le marce, le proteste popolari e degli amministratori locali, gli incontri a Roma, le visite al Porto di sottosegretari e quasi ministri, le minacce di ribellione civile e incivile mi sarei aspettato chissà cosa il giorno delle Primarie di uno dei partiti di Governo che stanno facendo pervenire qui le tonnellate di sostanze tossiche da bonificare dalla Siria.
Già immaginavo folle di militanti che bloccavano i seggi, tavolini e gazebo buttati all'aria, interi direttivi locali dello stesso partito che boicottavano clamorosamente queste consultazioni sventolando striscioni con domande a cui non era stata data risposta prima.
Sedi di partito occupate dai loro stessi tesserati in un paese, assessori incatenati e imbavagliati davanti al seggio in un altro, sit-in pacifici in un altro ancora in cui si comunicava chiaramente l'obiezione totale ad ogni gesto del ciclo vitale di un partito finchè il Partito non avesse ascoltato la sua gente.
Mi aspettavo Sindaci indire conferenze stampa unificate in cui prendevano posizione contro le armi chimiche e lo facevano disertando anch'essi le urne per lanciare un segnale davvero forte ai propri leader.
Il segnale che se loro non ascoltano la voce della Piana per questioni importanti per la popolazione allora alla Piana non importa nemmeno far sentire il loro parere su chi deve rappresentarli.
Sarebbe stato bello leggere una serie di zeri nei risultati dei nostri comuni, un silenzio assordante a cui avrebbero dovuto dare risposta tutti i livelli del Partito che esprime il premier e buona parte del Governo.
Così non è stato.
Le Primarie del partito che ha voluto le armi chimiche a Gioia Tauro si sono svolte regolarmente.
Non mi posso lamentare troppo però, non voglio far parte di quelli che dicono agli altri quello che dovrebbero fare mentre scrivono davanti ad un monitor.
Mi sarebbe piaciuto però, e anche molto.

lunedì 27 gennaio 2014

Del perchè non vado a manifestare.

Giorni di confusione nella Piana.
Scuole, movimenti, cittadini attivi, partiti politici (pochi), sindacati (pochissimi), sindaci, gente comune, tutti contrari al trasbordo delle armi chimiche siriane da effettuarsi sulle banchine del porto di Gioia Tauro tra breve tempo. Un'operazione meritoria, un contributo alla pace in Siria, un passo avanti dopo l'immobilismo internazionale degli ultimi mesi, una cosa di cui essere orgogliosi, dice qualcuno, qualcun altro invece brinda allo scampato pericolo.
La decisione è governativa, è partita dall'alto, dal livello ministeriale e deriva da accordi sovranazionali di cui l'Italia si è resa partecipe e non sono state (ufficialmente) coinvolte le istituzioni locali.
Dunque la situazione è questa: l'Italia si è resa disponibile a contribuire allo smaltimento di tonnellate di armi chimiche mettendo a disposizione un porto attrezzato per il trasbordo "da nave a nave" (?) del letale carico, contributo che altre nazioni mediterranee come Grecia e Spagna non avevano voluto dare perchè, è presto detto, a prescindere dalla reale pericolosità dell'operazione, si sapeva che le popolazioni che vivono nelle vicinanze di tale porto non avrebbero accettato con facilità la presenza di una nave carica di armi pericolosissime a poche centinaia di metri dalle loro abitazioni.
Ecco perchè si è tenuta segreta il più possibile la destinazione della nave olandese, si cercava una soluzione al problema non da poco dell'opposizione dell'opinione pubblica al trasbordo, già immaginando i consueti titoloni dei giornali: "XXX pattumiera d'Italia", "XXX destinazione delle armi chimiche", "XXX, niente lavoro ma operazioni pericolose", sostituendo con XXX il nome di un porto, una città o una  regione a scelta.
La scelta era influenzata da alcuni fattori, attrezzature portuali, vicinanza di una base militare e controllo dell'opposizione delle popolazioni, scelta che indicava chiaramente e opportunamente uno dei porti in Sardegna di cui si vociferava all'inizio, La Maddalena probabilmente, un porto militare attrezzato e posto in un'isola, la Sardegna appunto, in cui sarebbe stato difficile far confluire manifestanti da piu' parti d'Italia.
Non avevano fatto i conti pero' col Presidente della Regione Sardegna che, informato preventivamente, si opponeva con foga , ben consapevole dell'impopolarità di una tale decisione presso i suoi  elettori.
A questo punto scatta il suggerimento degli alleati americani (fonte wikileaks), "ma c'è il porto di Gioia Tauro! Politici facilmente ricattabili! Nessuna rappresentanza vera nazionale! Popolazioni dormienti e assuefatte ad essere dominate! E poi in Calabria figurati se ci va qualun'altro a manifestare! Mica è la Val di Susa!".
Dunque il Presidente Scopelliti, preventivamente  informato, dà il suo assenso mettendo le cose in chiaro, "diciamo che io non ne so nulla però".
Affare fatto!! I calabresi al momento del voto hanno altro a cui pensare, hanno bisogni da soddisfare, necessità urgenti in una regione che ha trasformato i diritti in favori.
I sindacati? Basta dargli il classico contentino, qualche nominativo da selezionare, qualche ditta a cui dare uno dei lavoretti dell'indotto, la promessa della Zona Franca, niente di nuovo.
Naturalmente è una ricostruzione di fantasia quella sopra, lungi da me voler pensare uno scenario simile, ecco però, dopo questa lunga prefazione, il motivo perchè non andrò a manifestare:
NON è COMPITO MIO.
Siamo in una democrazia RAPPRESENTATIVA, ovvero io scelgo alcune persone per portare avanti i miei interessi, le mie istanze, i miei bisogni.
Non dovrei avere la necessità di esplicitare le mie convinzioni scendendo in strada, occupando ferrovie e porti, tirando uova a  chi si meriterebbe ben altro.
IO VOTO per essere difeso dai miei rappresentanti, dai miei parlamentari, dai miei presidenti di regione e provincia, dal mio sindaco.
NON VOGLIO andare e Roma davanti al Parlamento perchè non c'è altro modo di portare la mia voce ai nostri governanti (anche perchè se vedessero un altro rosarnese lì ad aspettare qualche politico.....e la chiudo qui).
NON VOGLIO dovermi confrontare direttamente con ministri e autorità per sostenere le mie convinzioni; c'è gente che è pagata fino a 18.000 euro al mese per farlo e non lo fa.
Dunque non andrò a manifestare ma mi ricorderò di tutti i nomi di chi doveva difendermi e non l'ha fatto, di chi ha CALPESTATO la volontà popolare e di chi continua a prendere in giro i cittadini, di chi sfrutta l'occasione per apparire e fare campagna elettorale (è già successo per l'inceneritore, qualcuno prima di essere sindaco voleva chiuderlo, dopo voleva l'utilizzo prioritario per il suo comune), come alcune sigle di partiti e partitini dalla credibilità pari a zero in cerca miseramente di visibilità e di voti.
SE PROPRIO DOVESSI MANIFESTARE andrei davanti casa dei vari Scopelliti, Lupi, Bonino, Bindi, Scilipoti e di tutti quelli che fanno finta di non vedere e gli chiederei conto del loro operare.
Ma non lo farò, semplicemente mi ricorderò di loro al momento del voto e lo farò presente a tutti quelli che conosco attraverso tutti gli strumenti a mia disposizione, ovvero le chiacchiere, Facebook e questo blog.



sabato 18 gennaio 2014

Calati juncu ca passa la chjna

Ecco a cosa serve un Governo di larghe intese, a coprire tutte le porcherie e far passare sotto silenzio qualunque abuso. Da ministri indecorosi a scelte autoritarie. E nessun parlamentare eletto in calabria che si faccia sentire. Calati juncu ca passa la chjna, la memoria degli elettori è cortissima tanto.


NIMBY

È vero, è solo NIMBY, diciamolo pure. Per chi non lo sapesse vuol dire Not In My BackYard ovvero "non nel mio cortile". Cioè siam tutti d'accordo che è una cosa bella e giusta distruggere queste armi ma "non vicino a me, fatelo da un'altra parte". È qui che si vede il peso politico di un territorio e dei suoi rappresentanti di riferimento. Ogni politico cerca di scontentare il meno possibile il suo elettorato e dunque cerca di evitare motivi di scontento popolare, per esempio spostando altrove la destinazione delle navi con le armi. E alla fine si capisce quanto pesa un territorio, una regione, i suoi abitanti, i suoi onorevoli. La bilancia da noi dice che contiamo meno dei siciliani di Augusta, dei sardi di Cagliari e La Maddalena, dei pugliesi di Brindisi. Nemmeno un porto del nord è stato nominato, eppure per l'affare milionario della Concordia sembrava quasi che gli unici porti di eccellenza fossero sopra di Civitavecchia. La Calabria poi è Sud del Sud, nessuno interessato ad opporsi, solo voci fintamente sorprese. Dice Lupi che dovremmo essere orgogliosi di essere stati scelti per questa importante operazione, ma non vedo nessun altro che avrebbe voluto questo vanto. Anzi il presidente della regione Sardegna ha festeggiato il "Pericolo scampato".

giovedì 16 gennaio 2014

La Piana senza voce.

Premetto che Non credo ci siano chissà quali pericoli, però c'è da fare una considerazione. Quando si devono prendere decisioni impopolari e non facilmente digeribili la Piana è considerata terra di nessuno, un luogo dove si può fare ciò che dalle altre parti non vogliono. Rigassificatore, pirolisi, inceneritore sono tutti frutto di scelte fatte altrove e per esclusione. A mio modo di vedere, il trasbordo delle armi da distruggere da effettuare al porto non è nulla di chè dal punto di vista tecnico, vengono quotidianamente trattate sostanze pericolose nella massima sicurezza. Detto questo non capisco perché quando ci sono questioni delicate in ballo ci viene sempre imposto il volere degli altri. I nostri politici "ufficialmente" non sanno nulla o sono contrari a parole. Se davvero fossero contrari avrebbero tutti gli strumenti per far sentire la loro voce, tra cui le dimissioni. Ma sappiamo che la politica è un gioco da bambini per tanti di essi, impegnati a prendere in giro le popolazioni fino alla prossima elezione. Sia dx che sx naturalmente.Gli altri porti e le altre città non le volevano, i nostri rappresentanti invece sono molto attaccati alla poltroncina alla camera o al senato e non si fanno scrupoli di soprassedere al loro ruolo di portavoce dei loro territori.
È mai possibile che non c'è nessuno che prenda le parti dei cittadini della Piana?

 

E intanto spunta Veolia
Interessantissimo: i wikileaks spiegano perché è stata scelta Gioia Tauro
Una pagina già Letta: la CGIL favorevole..
Invece di dire NO Scopelliti chiede garanzie facendo l'occhiolino. Un colpo al cerchio e uno alla botte.
La Sardegna esulta.
Lupi: Coinvolgere i Sindaci; adesso? a cose già fatte? quando tutto è già stato deciso?
Col culo degli altri. Polemiche in rete "...Avessero mai speso, questi amministratori locali, qualche parola sdegnata contro i rifiuti tossici interrati dalla ‘ndrangheta..."
La Sindaco di Rosarno esclusa, a quanto pare dall'incontro con Letta. "Divide et impera" dicevano i Romani. "Non fa parte del CdA del Porto".
Ecco i motivi per cui è stato scelto  Gioia Tauro Gradiremmo ora conoscere le motivazioni dell'esclusione dei Porti di: Cagliari, Augusta, La Maddalena, Brindisi.
Maledetto Orgoglio !
 Il Manifesto  dice.
Ci vorranno pochi giorni ? Qua dicono tutt'altro.
 Aggiornamento: La  Zona Franca di Gioia Tauro, merce di scambio per gli smemorati della Piana, ma questo documento del 7 agosto 2003 ne contemplava la sua istituzione già dieci anni fà. Ecco come trasformare un "DIRITTO ACQUISITO" in una "CONCESSIONE PER SCAMBIO"